Come sapete sono sarda e ogni anno non rinuncio a una bella passeggiata sul litorale di Porto Torres.
Nonostante la mia passione per la storia e i luoghi sacri, ammetto che non ho mai visitato la piccola chiesa di Balai, nota anche come San Gavino a Mare. Quest’anno però (durante la processione tradizionale di Maggio), la chiesa è stata aperta al pubblico e finalmente sono entrata. L’accesso è gratuito.

È stata una bella esperienza, non solo perché ho toccato le antiche mura dei santi dove ora riposano, ma anche perché ho avuto il piacere d’incontrare e parlare con le persone del posto che mi hanno raccontato la storia dei martiri: Gavino, Proto e Gianuario, che qui riposano.
Un luogo sacro tra mare e leggenda: la Chiesa di Balai a Porto Torres
A pochi passi dalla piccola spiaggia di Balai e dal suo mare cristallino, si trova uno dei luoghi più particolari di Porto Torres: la Chiesa di Balai, conosciuta anche come San Gavino a Mare. Si tratta di una piccola chiesetta costruita direttamente sulla roccia, in un punto panoramico che regala pace e silenzio.

Qui non trovi solo pace interiore, ma respiri anche la storia: la sua storia è legata alla spiritualità del territorio. Secondo la tradizione, qui furono sepolti i martiri Gavino, Proto e Gianuario, tre figure di grande devozione nella storia religiosa locale. San Gavino, in particolare, è il patrono di Porto Torres e ogni anno, in suo onore, si svolge una delle celebrazioni più sentite della città: la Festha Manna.
All’interno della chiesa si vedono ancora resti di antiche tombe e piccoli sarcofagi, così come graffiti lasciati dai pellegrini lungo i secoli. Inoltre nella stanza sacra dove riposano i martiri, secoli fa venne lasciata una moneta ormai rara da trovare. Con un pizzico di fortuna, sono riuscita a scovarla.

Il 3 maggio, le statue dei tre martiri vengono portate in processione dalla Basilica di San Gavino (situata nel centro della città di Porto Torres) fino a questa chiesa sul mare, dove restano fino alla domenica di Pentecoste. È un momento importante, vissuto con fede e partecipazione, che unisce la tradizione religiosa con la comunità Sarda.
La leggenda dei Santi: Gavino, Proto e Gianuario
Dietro ai loro nomi si nasconde una storia di fede, coraggio e memoria, che risale al lontano anno 303 D.C., durante le persecuzioni dell’Impero romano.
In quei tempi difficili, l’imperatore Diocleziano fece delle leggi contro i cristiani. Nell’antica Porto Torres, vivevano uomini di fede che non volevano rinnegare le loro credenze, nemmeno sotto tortura. Tra questi c’erano Gavino, un soldato, Proto, un sacerdote, e Gianuario, un uomo di fede. A capo delle persecuzioni c’era il governatore romano Barbaro, deciso a spegnere ogni scintilla cristiana in Sardegna e Corsica.

Proto fu mandato in esilio sull’isola dell’Asinara, ma invece di cedere, continuò a pregare. Gavino, lo seguì e si convertì. Entrambi vennero imprigionati e infine condannati a morte. Il 25 ottobre 303 D.C., Gavino fu giustiziato, ma prima di morire lasciò un messaggio per la moglie, attraverso una donna incaricata di bendargli gli occhi. Quel fazzoletto, racconta la leggenda: tornò a casa macchiato del sangue del martire e profumava come incenso: un segno divino.
Nel frattempo Gianuario, nascosto in una grotta, fu scoperto e condannato alla stessa sorte. Secondo la tradizione, tutti i e tre corpi dei santi furono recuperati di notte da alcuni fedeli e sepolti nella chiesa di san Gavino a mare di Balai.
Ancora oggi, questa storia vive nella devozione popolare. Ogni anno, nel mese di Maggio, una processione porta le statue delle tre figure sacre dalla Basilica di San Gavino fino alla piccola chiesetta sul mare, San Gavino a Mare, per poi riportarle indietro a Pentecoste.
Basilica di San Gavino: il Patrono di Porto Torres
Ho deciso di raggiungere la grande Basilica di San Gavino a piedi, partendo dalla piccola chiesa di San Gavino a Mare. Il cammino è di circa mezz’ora, ed è un vero invito alla contemplazione: mare e natura accompagnano i tuoi passi, creando un’atmosfera perfetta per riflettere sulla storia e la leggenda dei tre santi.
Se desideri immergerti completamente in un’esperienza che unisce spiritualità, storia e bellezza del paesaggio, ti consiglio di percorrere questo tragitto. È un percorso che lascia il segno.

L’accesso alla Basilica e alle cripta è a pagamento, eccetto per pregare. Se sei appassionato di storia, arte e spiritualità, ti consiglio di visitare questa Basilica, in quanto rappresenta un significato profondo della Sardegna settentrionale.
Fu costruita tra il 1065 e il 1080 ed è la basilica romanica più grande dell’isola sarda. È lunga quasi 60 metri e la sua architettura è unica. È dedicata al Patrone San Gavino, e ai martiri San Proto e San Gianuario, martirizzati nel 303 D.C.
Conclusioni
Se cerchi un’esperienza autentica, che unisca cultura, fede e bellezza paesaggistica, la chiesa di san Gavino a Mare e la sua Basilica di San Gavino sono una meta perfetta.
Se ti trovi in Sardegna nel periodo tra Maggio e Giugno, questo è un luogo che vale assolutamente la pena visitare: per la sua bellezza naturale e anche per la sua storia millenaria fatta di fede.
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Al prossimo viaggio,
Alicia

